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MODIFICHE AL CODICE DELL'ORDINAMENTO MILITARE (leggi tutto)

giovedì 13 ottobre 2011

Riportiamo Il resoconto parlamentare sullo Schema di decreto legislativo concernente modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante codice dell'ordinamento militare ...

 

Seduta commissione difesa senato del 27 settembre 2011
IN SEDE CONSULTIVA

Schema di decreto legislativo concernente modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante codice dell'ordinamento militare (n. 404)
(Osservazioni alla Commissione parlamentare per la semplificazione. Esame e rinvio)

Introduce l'esame la relatrice CONTINI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), osservando che il provvedimento all'esame della Commissione mira a rettificare alcune imperfezioni del testo del Codice dell'ordinamento militare (di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010), riscontrate in sede applicativa dalle varie articolazioni della Difesa (sia dell'area tecnico-operativa che di quella tecnico-amministrativa). Gli interventi riguardano innanzitutto gli errori materiali occorsi nella trascrizione del Codice, sia di tipo dattilografico, sia relativi alla riproduzione delle parti testuali nell'opera di riassetto della normativa originaria. Tale tipo di rettifica, peraltro, annovera anche quei perfezionamenti volti ad una maggiore chiarezza delle disposizioni, senza innovare sostanzialmente, però, alle materie che ne sono oggetto. Lo schema di decreto prende inoltre in considerazione anche quelle modifiche volte al recepimento delle disposizioni di rango primario introdotte nell'ordinamento successivamente all'approvazione del Codice nel Consiglio dei ministri.
La base normativa su cui l'atto del Governo si fonda è rappresentata dalla delega conferita al Governo dagli articoli 14, comma 18, della legge n. 246 del 2005 e 20 della legge n. 59 del 1997. Nel dettaglio, lo schema di decreto si compone di undici articoli: i primi nove recano rispettivamente le necessarie modifiche ai libri da I a IX del Codice, mentre gli ultimi due recano le opportune disposizioni di coordinamento e la clausola di invarianza di spesa.
La relatrice rileva quindi che lo schema di decreto legislativo è corredato tanto delle relazioni introduttiva e tecnica (in cui sono specificate nel dettaglio le disposizioni oggetto dell'intervento correttivo), quanto dei pareri formulati dalla Ragioneria generale dello Stato e dal Consiglio di Stato. In particolare, non viene ravvisato alcun elemento problematico di natura economica (confermandosi che, sotto il profilo finanziario l'esercizio della delega non ha implicato nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato in ossequio all'espresso divieto sancito sia dalla legge n. 246 del 2005 sia dall'articolo 2271 del Codice dell'ordinamento militare), mentre, da un punto di vista tecnico-giuridico, il supremo organo giurisdizionale amministrativo si è posto problematicamente sugli articoli 143 (contenente la disciplina del Comando operativo delle Forze aeree, ancorché tale organo risulti soppresso dal 31 dicembre 2010), 286, 300, 306, 583, 1475-bis (in quanto, in relazione al divieto di associazioni di carattere militare, lo strumento del decreto legislativo delegato non appare attualmente lo strumento idoneo perché sul punto risulta pendente un giudizio di costituzionalità), 1825 e 1874. Inoltre, in relazione alle modifiche apportate al libro nono, il Consiglio di Stato si è mostrato perplesso anche in relazione alla reviviscenza di norme precedenti al Codice (con effetto volutamente retroattivo), operata a seguito dell'abrogazione delle disposizioni del Codice che precedentemente le abrogavano. Tale operazione, infatti, potrebbe destare perplessità sotto il profilo della sistematicità della disciplina, posto che le abrogazioni "secche" hanno, di norma, efficacia per il futuro.

Il presidente CANTONI dichiara aperta la discussione generale.

Il sottosegretario COSSIGA precisa che l'orientamento dell'Esecutivo risulta essere favorevole a buona parte delle osservazioni formulate dal Consiglio di Stato. Per quanto attiene alcune osservazioni particolarmente critiche (relative -in particolare- agli articoli 583, 1475-bis e 2268), il Governo sta quindi effettuando ulteriori ed analitici approfondimenti.

Tenuto anche conto del contestuale esame in Assemblea di specifici atti di indirizzo, il senatore TORRI (LNP) invita la Commissione a soffermarsi sul delicato problema dell'assegnazione degli alloggi di servizio a persone sine titulo. L'esame del presente provvedimento, che affronta anche questa problematica, potrebbe infatti costituire l'occasione per pervenire ad una precisa posizione politica sul punto.

La relatrice CONTINI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI) osserva che le tematiche evocate dal senatore Torri meritano i dovuti approfondimenti, anche attraverso un confronto con i firmatari degli atti di indirizzo all'esame dell'Assemblea.

Anche ad avviso del senatore DEL VECCHIO (PD), tenuto conto della sostanziale incidenza dello schema di decreto sulla materia, sarebbe opportuno compiere preventivamente in Commissione i dovuti approfondimenti nell'ambito dell'esame dello stesso e solo successivamente -ed eventualmente- affrontare la problematica tramite specifici atti di indirizzo presentati in Assemblea.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,25.




SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL SENATORE CAFORIO
SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 389


La commissione Difesa,

esaminato l'atto di Governo in titolo,

esprime parere favorevole

con la seguente condizione:

recepimento delle osservazioni rese dal Consiglio di Stato nel parere n. 2691/11 dell'8.07.2011, con particolar riguardo per quanto asserito in relazione all'articolo 20 (offerta economicamente più vantaggiosa);

e le seguenti osservazioni:

il miglioramento delle capacità militari che gli Stati europei mettono al servizio dell'Alleanza e della politica estera di sicurezza e difesa deve passare attraverso l'elaborazione di una politica europea degli armamenti e la definizione in comune e armonizzazione delle priorità e delle esigenze in materia di Ricerca, Tecnologia e Sviluppo (RT&D) e di materiali della difesa per i prossimi anni;

dal luglio 2012 il "sistema europeo" diventerà operativo e i Paesi o le imprese che non ne faranno parte non godranno di alcuna facilitazione e semplificazione;
uno dei presupposti cardine di una PSDC credibile è la creazione di un mercato europeo della difesa e della sicurezza più competitivo e efficiente, aperto agli appalti pubblici, con una base industriale e tecnologica di difesa europea (EDITB) rafforzata, che prenda in considerazione le capacità industriali chiave, la sicurezza degli approvvigionamenti tra paesi, una diversificazione della base dei fornitori e una maggiore cooperazione in fatto di armamenti;

in tale ambito è opportuno un riesame urgente dell'attuazione della posizione comune che definisce norme unificate in materia di controllo delle esportazioni tecnologiche e militari adottata l'8 dicembre 2008, al fine di garantire il rispetto rigoroso e sistematico da parte di tutte le autorità nazionali coinvolte in ciascuno Stato membro;

emerge sempre di più la necessità di attenersi al codice di condotta dell'AED in materia di appalti pubblici della difesa e al suo codice di condotta in materia di compensazioni, in modo da prevenire violazioni delle regole del mercato interno e ridurre le opportunità di corruzione;

per promuovere il nascente mercato europeo della sicurezza e della difesa, bisogna porre rimedio alla mancanza di regolamentazioni e di standard, una situazione che limita le opportunità di mercato sia per i grandi attori che per le PMI, impedendo l'interoperabilità tra i sistemi di sicurezza;

altresì occorre agevolare l'accesso delle imprese della difesa agli aiuti finanziari e all'assistenza tecnica e in materia di consulenza proposti dalla Commissione per il settore civile, in particolare nell'ambito di ristrutturazioni industriali e di programmi di RT&D civil-militari, secondo norme che rispettino le competenze degli Stati e della Commissione nonché le esigenze di sicurezza e di riservatezza in questo settore;
occorre operare per il riequilibrio della cooperazione transatlantica nel settore dei materiali e delle tecnologie della difesa sostenendo gli sforzi delle imprese per essere più competitive sul mercato europeo e più presenti sul mercato americano;

attualmente l’efficienza e la competitività sono ostacolate da un quadro politico e giuridico ancora insufficiente, da una tendenza ad andare in ordine sparso nella R&S e nel campo dell’innovazione e la conseguenza di tutto questo è un aumento dei prezzi;

attualmente, le PMI del settore, per sfruttare appieno il proprio potenziale, hanno bisogno di un mercato più aperto, trasparente e concorrenziale e di maggiore possibilità di partecipazione ai programmi di ricerca;

l'integrazione dei mercati nel settore dalla difesa può portare a ristrutturazioni di parte della nostra industria. Oggi gli eserciti europei devono poter operare insieme, nel contesto della politica comune di sicurezza e difesa, della Nato o di alleanze regionali come la cooperazione nordica;

tenuto conto della necessità di una stretta collaborazione con l’AED al fine di contribuire efficacemente alla creazione di un mercato europeo integrato, valuti la Commissione la necessità di avviare una prima e sostanziale riflessione su una politica industriale europea nel settore della sicurezza e della difesa e avviare tutte le necessarie iniziative al fine di armonizzare le misure nazionali che regolano i servizi PMSC, inclusi i fornitori di servizi e gli appalti di servizi.

SEDUTA DEL 28 SETTEMBRE 2011

Schema di decreto legislativo concernente modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante codice dell'ordinamento militare (n. 404)
(Osservazioni alla Commissione parlamentare per la semplificazione. Seguito dell'esame e rinvio)

Riprende l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

Richiamandosi al suo precedente intervento, il senatore TORRI (LNP) insiste affinché l'Esecutivo intervenga con fermezza in ordine alle delicate problematiche sottese all'assegnazione degli alloggi di servizio. L'occupazione di molte delle abitazioni disponibili da parte di utenti sine titulo ha infatti prodotto gravissime sperequazioni a danno del personale effettivamente bisognoso, dando luogo ad una situazione di ingiustizia sostanziale non più ulteriormente tollerabile e che richiede ormai da tempo un'azione volta a recuperare i predetti alloggi alla disponibilità dell'amministrazione della Difesa.

Il senatore GAMBA (PdL) si sofferma quindi sul positivo percorso intrapreso dalla Difesa nella sistematizzazione del proprio corpus normativo. Il codice dell'ordinamento militare ed il connesso regolamento di attuazione (che non hanno alcun riscontro in altri settori dell'amministrazione statale), racchiudono infatti oltre 30.000 precedenti disposizioni sparse in atti diversi, costituendo un imprescindibile punto riferimento, in quanto ogni modificazione della disciplina dovrà ad esso necessariamente riferirsi.
L'atto iscritto all'ordine del giorno, al di là dei singoli interventi in esso contenuti, è pertanto da salutare favorevolmente, in quanto si colloca su un razionale ed innovativo percorso improntato a semplificazione, trasparenza e certezza.
Con riferimento, da ultimo, alle problematiche sottese alla disciplina degli alloggi di servizio, precisa che lo schema di decreto all'esame della Commissione rimane comunque vincolato ai criteri fissati dalla legge-delega, che impediscono di innovare alla disciplina riassettata.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.


La seduta termina alle ore 9,25.

SEDUTA DEL 6 OTTOBRE 2011
Schema di decreto legislativo concernente modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante codice dell'ordinamento militare (n. 404)
(Osservazioni alla Commissione parlamentare per la semplificazione. Seguito dell'esame e rinvio)

Riprende l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana del 28 settembre scorso.

Con riferimento a quanto sino ad ora emerso nel dibattito, la relatrice CONTINI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI) osserva che la materia relativa agli alloggi appare particolarmente complessa, come testimoniato, peraltro, dai vari atti di indirizzo e di sindacato ispettivo succedutisi nel corso del tempo e dalle mozioni prese in esame la scorsa settimana in Assemblea. In particolare, sull'argomento sembrano convergere diversi tipi di esigenze: quella di fare finalmente ordine nell'allocazione e nella gestione delle unità abitative (eliminando le occupazioni sine titulo, adeguando i canoni di locazione ai titolari ed alienando la parte di patrimonio non più utile al Dicastero, anche per reperire le risorse necessarie alla costruzione di nuove unità), e la necessità di tutelare quelle occupazioni che, pur in assenza di solide basi formali, presentano delle caratteristiche peculiari e risultano altresì giustificate da particolari esigenze (con l'eventuale istituzione di una sorta di equo canone per i soggetti più bisognosi).
Ciò premesso, lo schema di decreto all'esame della Commissione sembra dare una risposta soddisfacente alla prima esigenza, mentre in relazione alla seconda sarebbe comunque necessario approfondire debitamente le tematiche ad essa relative, inquadrando correttamente le categorie che potrebbero beneficiare di un'eventuale tutela, tenendo però conto che tale problematica non potrebbe comunque essere risolta nel merito tramite l'attuale provvedimento, stanti i vincoli imposti dalla delega che ne è alla base. Pertanto, sarebbe a suo avviso auspicabile pronunciarsi in senso favorevole sullo schema di decreto in titolo, approfondendo successivamente in altre sedi la delicata questione poc'anzi descritta, al fine di pervenire ad un atto di indirizzo che operi un efficace contemperamento tra le esigenze sopra menzionate e che possa godere di un ampio consenso politico.

Il presidente CANTONI, nel prendere atto di quanto osservato dalla relatrice, rileva che le osservazioni formulate dal Consiglio di Stato sul provvedimento appaiono ampiamente condivisibili, ad eccezione della contrarietà sulla ridenominazione della figura dell'Ordinario militare: sarebbe infatti auspicabile che torni a denominarsi come generale di corpo d'armata, in luogo della qualifica di tenente generale indicata erroneamente dal Codice.
Conclude auspicando che la Commissione possa pervenire all'approvazione di uno schema di osservazioni ampiamente condiviso non oltre il prossimo martedì 11 ottobre.

Interviene sull'ordine dei lavori il senatore SCANU (PD), sottolineando l'opportunità di non pervenire ad eventuali votazioni nell'odierna seduta (onde poter esaminare ponderatamente gli interventi adottati nel provvedimento), ed auspicando che sulla questione degli alloggi di servizio le forze politiche di maggioranza assumano una posizione costruttiva ed improntata al dialogo.

Il sottosegretario COSSIGA precisa che lo schema di decreto all'esame della Commissione opera un riassetto normativo meramente formale, in quanto soggiace ai principi contenuti nelle deleghe approvate dal Parlamento. Appare pertanto inopportuno affrontare, in sede di esame dello stesso, eventuali (e delicate), problematiche di merito.
Per quanto attiene, quindi, alle osservazioni formulate dal Consiglio di Stato, precisa che in relazione al nuovo articolo 1475-bis appare opportuno attendere il pronunciamento della Corte costituzionale, mente non appare condivisibile quanto rilevato dalla suprema magistratura amministrativa a proposito degli interventi operati sull'articolo 1533: la modifica intende infatti correggere un chiaro errore di riassetto della normativa originaria, e va altresì tenuto conto che l'ordinario militare appare una carica del tutto distinta e peculiare rispetto ai vertici dei corpi dell'Esercito.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 8,45.



SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI SCANU, AMATI, CRISAFULLI, DEL VECCHIO, GASBARRI, NEGRI, PEGORER E PINOTTI
SUL DOCUMENTO LVII, N. 4-bis E CONNESSO ALLEGATO

La Commissione Difesa,

esaminata, per quanto di competenza, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2011 (Doc. LVII, n. 4-bis – Allegato I),

premesso che:

la Nota di aggiornamento, come già il Documento di economia e finanza esaminato dal Parlamento nell’aprile scorso, costituisce la prima applicazione del nuovo ciclo di programmazione economica e finanziaria delineato dalla legge n. 39 del 2011, che ha modificato le disposizioni della legge di contabilità e finanza pubblica al fine di dare attuazione nel nostro ordinamento al cosiddetto "semestre europeo";

il documento in esame non rappresenta un documento eventuale, da presentare nel caso di scostamenti dagli obiettivi e dalle previsioni individuate, ma rappresenta un documento obbligatorio e necessario, in quanto inserito a pieno titolo tra gli strumenti di programmazione di cui all'articolo 8 della legge n. 196 del 2009;

la Nota di aggiornamento presenta una significativa revisione delle stime di crescita per l'anno in corso e per gli anni successivi, che lo stesso documento mette in relazione non soltanto al rallentamento della ripresa economica mondiale, ma anche all’effetto della pluralità di fattori legati alla manovra di risanamento dei conti pubblici di cui ai decreti-legge 6 luglio 2011, n. 98 e 13 agosto 2011, n. 138;

la Nota di aggiornamento espone i dati aggiornati in relazione ai saldi di finanza pubblica, incorporando gli effetti delle manovre di luglio e agosto e indicando, in particolare:
a) Una revisione al ribasso delle stime di crescita per il quadriennio 2011-1014, rispetto alle previsioni formulate nel Documento presentato ad aprile 2011; nel complesso la Nota di aggiornamento ipotizza un peggioramento delle prospettive di crescita del Paese di circa 2 punti percentuali nel periodo 2011-2014 (ovvero di oltre 30 miliardi di euro nel quadriennio);
b) L’aumento della correzione complessiva a 59,8miliardi, pari al 3,5 punti di PIL;
c) l’anticipo dell’obiettivo del pareggio di bilancio al 2013;
d) l’obiettivo di saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato e di saldo di cassa del settore statale;

rilevato per la parte di competenza che:

con le manovre di cui al decreto legge n. 98/2011, convertito dalla legge 15 luglio 2011 n. 111 e al decreto legge n. 138/2011, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, il governo ha definito in € 7 miliardi per il 2012, € 6 miliardi per il 2013 e € 5 miliardi per il 2014, l’entità della correzione delle spese da ottenere tramite la riduzione delle dotazioni finanziarie dei ministeri;

in attuazione delle misure sopra indicate, in data 28 settembre 2011, la Presidenza del Consiglio ha approvato il DPCM che ha ripartito la riduzione delle dotazioni finanziarie tra i ministeri, assegnando al Ministero della difesa una riduzione della dotazione, in termini di indebitamento netto, pari a 1.213,3 milioni di euro per il 2012, 721,1 milioni per il 2013 e 796,4 milioni per il 2014:

il 4 ottobre 2011 è scaduto il termine entro cui il Ministero della difesa aveva facoltà di indicare al Ministero dell’economia le proposte per il conseguimento degli obiettivi di risparmio in termini di spese strutturali;

considerato che:

questa ulteriore rilevante riduzione del bilancio della difesa, la cui entità complessiva risulta condivisa dal Ministro della difesa, è stata applicata senza coinvolgere il Parlamento al fine di illustrarne i criteri e senza procedere all’attivazione dei processi di spending review contemplati da norme approvate con le due ultime manovre;

non è in alcun modo possibile né realistico sostenere ulteriori riduzioni delle risorse da destinare all’esercizio o ai settori del reclutamento, dell’addestramento, della manutenzione dei mezzi operativi e delle infrastrutture che avrebbero conseguenze gravi sulla funzionalità e l’efficienza del nostro strumento militare e sulla stessa sicurezza del personale;

la relazione programmatica di cui all’allegato 1) alla Nota di aggiornamento, denominato "Relazione sulle spese di investimento e relative leggi pluriennali", riporta le risorse allocate nel bilancio della difesa per i programmi d’investimento per un ammontare di € 3.453,7 annui;

i dati correnti relativi alla spesa della difesa, peraltro, evidenziano come ridurre le dotazioni finanziarie senza attuare una profonda revisione della spesa non garantisce risparmi effettivi, colpendo invece sensibilmente sulla funzionalità e l’efficienza dell’apparato militare;

nessun progresso significativo è stato compiuto per quanto riguarda l’elaborazione di un nuovo modello di difesa, sulla base del quale procedere anche ad una riqualificazione e razionalizzazione della spesa militare, nonostante sia la Camera dei deputati che il Senato della Repubblica abbiano ratificato formali impegni al Governo in tal senso;

è quanto mai opportuno rimodulare la politica degli investimenti sui sistemi d’arma, verificando utilità, priorità, tempi d’attuazione e costi di tutti programmi d’armamento nel quadro delle scelte relative al nuovo modello di difesa, al fine di sostenere gli investimenti maggiormente produttivi e provvedendo anche a superare la frammentazione del mercato europeo della difesa che rappresenta un limite per lo sviluppo delle capacità tecnologiche e industriali europee e per la competizione con i grandi gruppi presenti nel mercato internazionale;

ancora una volta risulta confermata la sottovalutazione da parte del Governo del comparto difesa e la sua mancanza di capacità e volontà politica di produrre quelle necessarie innovazioni, anche di natura strutturale, che sono in grado di rendere il comparto difesa un settore della pubblica amministrazione utile non solo a garantire Difesa e Sicurezza, ma anche sviluppo e crescita qualitativa;

ciò appare sempre più in contrasto con il ruolo che il comparto assume nella politica interna ed internazionale, finendo con lo sminuire il ruolo svolto dalle Forze armate nel nostro Paese a presidio della legalità e della democrazia e per la sicurezza interna e internazionale dell'Italia;

il livello di impegno delle nostre Forze armate, impiegate sul territorio nazionale in compiti essenziali legati alle emergenze e in altri compiti inusuali legati alla sicurezza e all'ordine pubblico, oltre che all'estero nelle missioni internazionali che rappresentano impegni di lungo periodo e situazioni di alto rischio, rimane elevatissimo, a fronte di una politica di bilancio che ne mortifica le capacità;

tutto ciò premesso e considerato:

esprime parere contrario.

 

SEDUTA DELL’11 OTTOBRE 2011

La seduta inizia alle ore 15,25.


IN SEDE CONSULTIVA

Schema di decreto legislativo concernente modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante codice dell'ordinamento militare (n. 404)
(Osservazioni alla Commissione parlamentare per la semplificazione. Seguito dell'esame e rinvio)

Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 6 ottobre scorso.

Sui tempi necessari all'approvazione delle prescritte osservazioni si svolge un dibattito sull'ordine dei lavori nel corso del quale intervengono il presidente CANTONI ed i senatori RAMPONI (PdL), CARRARA (CN-Io Sud-FS), SCANU (PD), PEGORER (PD), GAMBA (PdL) e TORRI (LNP).

Prende quindi la parola, in sede di discussione generale, il senatore CAFORIO (IdV), rilevando che lo schema di modifica del codice dell'ordinamento militare proposto dal Governo contiene ben 178 modifiche al testo, racchiuse in 11 articoli. Gli interventi previsti, oltre a correggere errori materiali, perfezionare il riassetto delle fonti previgenti e realizzare un miglior coordinamento formale, aggiungono anche due nuovi articoli.
Nel dettaglio, le modificazioni apportate concernono le direzioni generali, la distruzione delle scorte di mine antipersona, il mantenimento in vita di taluni organi consultivi (quali la commissione tecnica incaricata di esprimere pareri sulle responsabilità conseguenti ad incidenti occorsi agli aeromobili militari), l'organizzazione territoriale dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica, il comando delle scuole dell'Aeronautica, l'istituzione e le funzioni dell'Arma dei carabinieri, la commissione di disciplina (in luogo del consiglio), e le funzioni del servizio sanitario militare. All'articolo 1, comma 1, lettera oo) vi è inoltre un'interessante integrazione relativa alle professioni sanitarie in ambito militare, sino ad ora non indicate espressamente, mentre alla lettera pp) figura l'aggiornamento dell'articolo 209 del codice a seguito della soppressione della Direzione generale della Sanità militare (sulla quale il Gruppo dell'Italia dei Valori aveva in passato manifestato molte perplessità), operata con il decreto del Presidente della Repubblica n. 270 del 2010. Numerose sono poi le modifiche relative al naviglio militare ed al registro degli aeromobili, gli interventi di puro drafting e le puntualizzazioni sull'Associazione nazionale tiro a segno e sul patrimonio storico della prima guerra mondiale.
L'oratore pone quindi l'accento sugli interventi operati sia all'articolo 286 del codice (sulla determinazione dei canoni degli alloggi di servizio), sia all'articolo 306 (in ordine alla dismissione dei predetti alloggi), invitando la Commissione a tenere in particolare conto quanto osservato al riguardo dal Consiglio di Stato, che si è espresso criticamente sulla prerogativa, prevista in capo al ministro della Difesa, di rideterminare il canone degli alloggi occupati sine titulo attraverso l'adozione di un atto di natura non regolamentare ed ha altresì rappresentato l'esigenza di far mantenere l'alloggio al coniuge separato o divorziato, al fine di evitare pronunce giurisprudenziali avverse all'amministrazione. Inoltre, da un punto di vista generale, sarebbero altresì da tenere nel debito conto le raccomandazioni -formulate dalla stessa suprema magistratura amministrativa- a che alle modifiche al codice segua anche un adeguamento coerente delle disposizioni secondarie, ed alla coerenza delle stesse con l'esercizio del potere delegato, al fine di evitare innovazioni non consentite nonché contraddittorietà ed inutilità dell'intervento correttivo.
Considerato che quanto precede era già stato sostenuto dalle opposizioni nelle mozioni di cui al calendario dei lavori dell'Assemblea la scorsa settimana, auspica quindi che l'Esecutivo non intenda considerare risolte tali problematiche con lo schema di decreto iscritto all'ordine del giorno. Il Gruppo dell'Italia dei Valori attenderà infatti dal Governo e dalla maggioranza una risposta chiara sul problema dell'assegnazione degli alloggi di servizio, del mantenimento dell'assegnazione, dell'ammontare del canone e delle alienazioni degli stessi.
Un'ulteriore criticità emerge poi -a suo avviso- nel nuovo testo del comma 4 dell'articolo 300, con il quale si rinvia al testo unico in merito all'individuazione dei diritti di proprietà industriale delle Forze armate. In tal caso sarebbero infatti opportuni l'adozione di un regolamento ministeriale ed un più stretto coordinamento con l'agenzia Difesa Servizi S.p.A..
Conclude esprimendo avviso non ostativo sull'introduzione, all'interno del codice, dell'articolo 1475-bis (al fine di far rivivere il divieto di costituzione di associazioni di carattere militare), ancorché, a suo avviso, sarebbe stato più opportuno disporre la reviviscenza della norma al di fuori del predetto corpus normativo.

Non essendovi altri iscritti a parlare, il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale.

Replica agli intervenuti la relatrice CONTINI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), illustrando uno schema di osservazioni favorevoli con rilievi sullo schema di decreto in titolo (pubblicato in allegato).

Interviene quindi il senatore GAMBA (PdL), rilevando che appare comunque opportuno, prima della votazione delle osservazioni, monitorare attentamente la Corte costituzionale in merito alle problematiche relative alla presunta abrogazione della norma recante il divieto di associazioni politiche a carattere militare.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

SEDUTA DEL 12 OTTOBRE 2011

La seduta inizia alle ore 16,05.


IN SEDE CONSULTIVA

Schema di decreto legislativo concernente modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante codice dell'ordinamento militare (n. 404)
(Osservazioni alla Commissione parlamentare per la semplificazione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievi)

Riprende l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

La relatrice CONTINI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI) dà conto di un nuovo schema di osservazioni favorevoli con rilievi (pubblicato in allegato), contenente, rispetto a quello illustrato nella seduta di ieri, interventi di natura esclusivamente formale.

Il senatore PEGORER (PD) osserva innanzitutto che lo schema di decreto all'esame origina anche dai tempi eccessivamente ristretti dati a suo tempo alla Commissione nell'esame del nuovo Codice dell'ordinamento militare e del connesso regolamento di attuazione. Il Gruppo del Partito Democratico, infatti, già in quella sede aveva rilevato che il rischio di discrasie e di contraddizioni nei testi (dovuto alla monumentale opera di riassetto di oltre mille fonti normative), imponeva un esame ponderato e non vincolato ad una tempistica eccessivamente contingentata.
In ogni caso, l'atto all'esame della Commissione non compie i necessari interventi di armonizzazione normativa. In particolare, per quanto attiene all'articolo 2, la rideterminazione al 1° gennaio 2011 del canone di occupazione dovuto dagli utenti sine titulo non tiene conto del decreto ministeriale del 16 dello stesso mese che prevede che l'aggiornamento del canone si applichi a decorrere dalla notifica all'interessato ed alla lettera m) sarebbe altresì opportuno inserire le parole «od opzione» dopo la parola «prelazione». Inoltre, gli interventi operati sull'articolo 583 del codice non sembrano tenere conto dei successivi interventi legislativi che hanno modificato gli importi annuali previsti, mentre, in relazione a quanto disposto dall'articolo 1533, sarebbe opportuno equiparare l'Ordinario militare agli ufficiali dei ruoli tecnico-logistici. Rilevante, da ultimo, anche la contraddittorietà degli interventi operati sull'articolo 1359 del codice in relazione alle conseguenze che vengono fatte derivare dal richiamo, sanzione, questa, esclusivamente orale.
Conclude preannunciando, a nome del Gruppo del Partito Democratico, il voto di astensione sullo schema di osservazioni da ultimo predisposto dalla relatrice.

Anche ad avviso del senatore CAFORIO (IdV) il provvedimento iscritto all'ordine del giorno dovrebbe intervenire in maniera ben più ampia, e soprattutto tenendo conto delle osservazioni formulate sul punto dal Consiglio di Stato. In ogni caso, rimane da salutare positivamente l'intervento di cui all'articolo 1475-bis, anche se, come già rilevato in sede di discussione generale, esso sarebbe potuto essere meglio collocato al di fuori del sistema delineato dal codice.
L'oratore conclude preannunciando, del pari ed a nome del Gruppo dell'Italia dei Valori, il voto di astensione.

Il senatore RAMPONI (PdL) giudica invece positivamente l'operato della relatrice, che nella predisposizione del proprio schema di osservazioni ha introdotto dei rilievi approfonditi, pertinenti alla materia affrontata e volti a recepire il più possibile gli approfondimenti effettuati nel corso del dibattito, anche delle forze di opposizione.
Preannuncia quindi, a nome della propria parte politica, il voto favorevole.

Interviene da ultimo il senatore TORRI (LNP), salutando positivamente lo schema di osservazioni predisposto dalla relatrice (con particolare riguardo ai rilievi formulati sulla problematica degli alloggi occupati sine titulo), e preannunciando, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole.

Poiché nessun altro chiede di intervenire, il presidente CANTONI pone in votazione, previa verifica del numero legale, lo schema di osservazioni favorevoli con rilievi da ultimo predisposto dalla relatrice, che risulta approvato.


SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI

Il presidente CANTONI, apprezzate le circostanze, propone di sconvocare la seduta già prevista per domani, giovedì 13 ottobre, alle ore 8,45.

La Commissione conviene.

La seduta termina alle ore 16,25.