
TETTO SALARIALE E RICORSI: PERPLESSITA' DEL SILP (leggi tutto)
COMUNICATO DEL SILP CGIL
"In autunno, chissà perché, fioccano i “ricorsi gratuiti” promossi da alcune sigle sindacali.
A proposito del “tetto salariale”, attraverso i nostri comunicati nonché le molteplici iniziative di mobilitazione messe in campo nei mesi scorsi, tese a “rimediare” ai danni prodotti da un governo che
riduce di miliardi di euro le somme destinate alla sicurezza e che non mantiene la parola data (vedasi DPCM per il fondo perequativo relativo proprio al tetto retributivo del 2011 non ancora approvato dal Governo), abbiamo sempre ritenuto che la “strada maestra” di un sindacato sia la mobilitazione. Prendiamo comunque atto che, questioni di simile portata, si ritengono “risolvibili” attraverso un ricorso! In relazione a quanto introdotto dall'art. 9 c. 1 del D.L. 31.05.2010 (tetto salariale) e in riferimento
alle possibilità relative all'accoglimento di ricorsi tesi a dichiarare l'incostituzionalità su tale materia, riteniamo utile riportare “testualmente”, un passaggio della recentissima sentenza della
Suprema Corte nr. 207 del 4 luglio 2011" che recita: "Sotto altro aspetto va osservato che questa Corte ha gia avuto modo di affermare che non può considerarsi costituzionalmente illegittima la norma legislativa statale che, incidendo su somme iscritte in fondi statali, provveda ad una diversa
utilizzazione di risorse" non impegnate o programmate " in un periodo determinato "disponendo la nuova programmazione di esse, per il conseguimento degli obiettivi di rilevanza strategica nazionale
(sentenza nr. 16 del 2010), obiettivi , nella fattispecie rappresentativi della esigenza di ridurre il debito pubblico dello Stato“.
A proposito dei “benefici demografici”, ovvero l’attribuzione di scatti stipendiali per coloro che hanno uno o più figli il Consiglio di Stato, Sezione IV con sentenza n. 5475/2007 ha già affrontato in modo negativo la tematica annullando la sentenza del TAR Veneto n. 1260/2002 che aveva riconosciuto tale beneficio. Il Consiglio di Stato, in sintesi, annullando la sentenza del T.A.R. Veneto
(n. 1260/2002), ha definitivamente chiarito che “alla stregua di un’interpretazione logicosistematica” la normativa che ha previsto un nuovo sistema di retribuzione del personale non dirigente (RIA) appare incompatibile con le previsioni normative che prevedono la corresponsione
dei cc.dd. “benefici demografici” e/o “combattentistici” in vigore nel sistema precedente. Secondo il Consiglio di Stato “seguendo la tesi dell’originario ricorrente, fatta propria dal primo giudice, si perverebbe al risultato che la progressione retributiva per classi e scatti – sostituita a decorrere dal 1
gennaio 1987 con un sistema nuovo, fondato sulla <retribuzione individuale di anzianità> –dovrebbe rivivere solo per l’attribuzione del particolare beneficio … : conclusione questa palesemente irragionevole e, come tale, da disattendere”.
Per quanto ci riguarda il SILP proseguirà nella sua lotta tesa a contrastare i tagli di queste “finanziarie ingiuste” attraverso la mobilitazione e la denuncia coraggiosa di sempre non illudendo gli operatori che, attraverso procedure giuridiche, si possa pensare di vedersi riconoscere i diritti negati o, magari, il recupero delle risorse tagliate.
Noi abbiamo, sin dal primo momento, denunciato gli attacchi alle pensioni, al trattamento stipendiale e accessorio nonché l’azione dovuta agli ingenti tagli che costringono, ancora, i colleghi a lavorare con mezzi inadeguati e scarse risorse!
Noi chiediamo di sostenere la nostra azione sindacale nonché le nostre prossime iniziative di lotta, perché questa è la strada maestra per difendere i diritti degli operatori di Polizia.
La Segreteria Nazionale






