
Sicurezza a Roma (leggi tutto)
Razionalizzazione dell'impiego degli agenti di pubblica sicurezza e dei servizi di scorta. Il Governo rispondendo, alla Camera, all'interpellanza dell'On. Mario Pepe, ha illustrato le linee programmatiche per una maggiore sicurezza sul territorio della Capitale.
Interpellanza: Iniziative volte a rafforzare il patto per Roma sicura, anche attraverso una razionalizzazione dell'impiego degli agenti di pubblica sicurezza e dei servizi di scorta - n. 2-01309
On. Mario Pepe (Misto-R-A). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor sottosegretario, i sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, premesso che il recente omicidio a scopo di rapina di un commerciante cinese, avvenuto nella borgata romana di Torpignattara, e l'escalation di violenza (a Roma ci sono stati 33 omicidi) che ha segnato il 2011 della Capitale, ripropongono con forza la questione della sicurezza a Roma.
Sia pure ancora priva di un'organizzazione criminale dominante, come ai tempi della banda della Magliana, la crescita degli episodi di violenza segnala che a Roma è in corso una lotta tra bande criminali, sia nazionali che importate, per il controllo del ricco mercato delle attività illecite nella Capitale (droga, prostituzione, gioco d'azzardo, estorsioni, vendita di beni contraffatti, sfruttamento del lavoro nero, racket, accattonaggio, usura e riciclaggio); a questo si aggiunge la crescente presenza di una microcriminalità la cui violenza è aggravata dalla crisi economica.
I problemi di ordine pubblico e sicurezza sono ulteriormente aggravati dall'eccessivo numero di uomini e mezzi impegnati nel servizio di scorta a favore di personaggi pubblici ritenuti a rischio; tale servizio è regolato dalle disposizioni del decreto-legge n. 82 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2002, che ha rimesso all'autorità nazionale di pubblica sicurezza la competenza ad adottare i provvedimenti e ad impartire le direttive per la tutela e la protezione delle persone esposte. La medesima legge ha istituito l'ufficio centrale interforze per la sicurezza personale con il compito di gestire il sistema di protezione per la sicurezza delle persone esposte a particolari situazioni di rischio.
Secondo quanto denunciato da sindacati e associazioni di polizia nel novembre 2011, la spesa per il mantenimento delle scorte ammonterebbe a circa 100 milioni di euro nel solo 2011; nella città di Roma sarebbero soltanto 50 le volanti delle forze dell'ordine impiegate nel pattugliamento del territorio, contro 300 volanti dedicate ai servizi di scorta; la questura di Roma ha informato che dei 6.000 agenti a disposizione per le esigenze di pattugliamento e di sicurezza della Capitale e di tutti i comuni della provincia, ben 1.000 devono essere impiegati per i servizi di scorta.
Nel mese di giugno 2011, riferendo dati del Ministero dell'interno, il Ministro per i rapporti con il Parlamento pro tempore, onorevole Elio Vito, ha dichiarato alla Camera dei deputati che, a quella data, a livello nazionale, risultavano quotidianamente impegnati nell'espletamento dei servizi di protezione personale 1.949 operatori delle varie forze di polizia con l'utilizzo di 678 autovetture.
Allora, signor Presidente, signor sottosegretario, le chiedo se non ritenga opportuno proporre, nelle opportune sedi istituzionali, l'ampliamento della portata del patto per Roma sicura, valutando se non sia necessario fissarne principi ed obiettivi generali in sede di attuazione del federalismo fiscale, nella parte relativa a Roma Capitale, tenendo conto prioritariamente che gli agenti di pubblica sicurezza debbono essere prioritariamente destinati al controllo del territorio.
Chiedo inoltre: se non ritenga opportuno fornire elementi sui numeri e sui Pag. 52costi effettivi del servizio di scorta, nonché avviare una revisione di tutti gli elenchi dei referenti istituzionali, sotto scorta, al fine di procedere con la verifica delle reali esigenze di protezione e di sicurezza di tali profili in particolare, facendo cessare il servizio di scorta nei confronti di coloro che non ricoprono più cariche pubbliche; se non ritenga opportuno assumere iniziative normative volte ad ampliare la definizione di associazione mafiosa in modo da ricomprendervi, a fini investigativi e di contrasto, anche le specifiche attività delle organizzazioni criminali straniere, quali l'importazione di merci contraffatte e la riduzione in schiavitù; se non ritenga opportuno utilizzare i penetranti strumenti di controllo fiscale e contributivo recentemente adottati, anche nel contrasto delle attività illecite, del commercio clandestino o di merci contraffatte, nonché per il controllo dei money transfer.
Carlo De Stefano, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'interpellanza urgente iscritta all'ordine del giorno, gli onorevoli Mario Pepe (Misto-R-A) e Brugger chiedono di conoscere le iniziative che il Governo intende assumere per garantire maggiori condizioni di sicurezza ai cittadini di Roma a seguito degli episodi di violenza che, nell'ultimo anno, hanno interessato la Capitale, culminati con il barbaro assassinio di un cittadino cinese e della sua figlioletta di pochi mesi.
Desidero innanzitutto rinnovare, anche a nome del Governo, i sentimenti di profondo cordoglio e di vicinanza alla comunità cinese così duramente colpita.
L'imponente sforzo investigativo messo in atto ha consentito, in meno di cinque giorni, di individuare i presunti responsabili del crimine (due uomini di etnia maghrebina), di disporne il fermo e di ottenere un mandato di arresto internazionale da parte del tribunale di Roma.
È in atto la ricerca dei due presunti responsabili dell'omicidio, al fine di procedere al loro arresto e di restituire serenità alla collettività. È indubbio che lo sviluppo urbanistico che ha interessato la Capitale negli ultimi anni - accentuando la richiesta di sicurezza dei cittadini soprattutto nei quartieri di nuova costruzione e in quelli permeati da situazioni di degrado e di illegalità diffusa - impone una revisione della mappa dei presidi territoriali delle forze dell'ordine, per renderla più rispondente alle esigenze attuali di una città in profonda trasformazione.
La città di Roma - per l'importanza degli interessi connessi al ruolo di capitale, per la centralità geografica e per la densità demografica del territorio - favorisce l'infiltrazione di soggetti riconducibili ai principali gruppi di criminalità organizzata. La crisi economica, inoltre, potrebbe contribuire ad accrescere la capacità di penetrazione delle organizzazioni malavitose nella società.
Le attività investigative hanno evidenziato la presenza a Roma - con investimenti nel settore commerciale, immobiliare e finanziario - di esponenti di organizzazioni malavitose anche straniere operanti nel campo del traffico internazionale di sostanze stupefacenti, dell'usura, del riciclaggio, della gestione del gioco d'azzardo, del contrabbando e delle contraffazioni di merci.
È, tuttavia, da precisare che non esiste un controllo del territorio da parte del crimine organizzato. Anche la recrudescenza dei fatti di sangue, verificatisi nell'ultimo anno, al momento, non può essere ricondotta ad attività conflittuali interne alla criminalità organizzata, tranne che per pochi episodi all'attenzione della magistratura.
Le attività investigative hanno evidenziato che tale recrudescenza è sintomatica del tentativo della malavita locale di occupare spazi determinati dalla disarticolazione dei gruppi delinquenziali più importanti ad opera delle forze di polizia, in particolare nel settore degli stupefacenti.
In relazione alle recenti dinamiche connesse ai fenomeni di micro e macro-criminalità che avevano fatto registrare una maggiore tendenza all'utilizzo di armi Pag. 53da fuoco, già da tempo, era stato disposto il potenziamento degli uffici deputati all'azione di prevenzione e contrasto delle diverse forme di illegalità.
In linea generale, voglio precisare che il numero di omicidi registrati nella provincia di Roma nel 2011 - 32 episodi con 35 vittime -, pur destando allarme sociale e attenzione massima da parte delle forze dell'ordine, non fa emergere un incremento medio rispetto agli ultimi anni, tenuto conto che nel 2007, 2008 e 2009 vi sono stati circa 40 omicidi l'anno, ad eccezione del 2010, con 21 casi. Gli indici di delittuosità complessiva, tuttavia, hanno fatto registrare, nel corso degli ultimi due anni, un incremento che, seppur di modesta entità, non può essere sottovalutato. Per questo motivo sono stati disposti servizi straordinari di controllo del territorio che, solo negli ultimi due mesi, hanno consentito di controllare oltre 15 mila persone, di arrestarne 192 e denunciarne 259 all'autorità giudiziaria. Sono stati controllati oltre 5 mila veicoli e sequestrati 112. Sono 468 le verifiche effettuate nei confronti degli esercizi pubblici. Nell'immediatezza del grave episodio delittuoso ai danni del cittadino cinese e della sua bambina, è stato deciso un potenziamento dei dispositivi di controllo del territorio per una più incisiva e visibile operatività delle forze dell'ordine su obiettivi territoriali mirati. A tal fine, sono state assegnate alla questura ulteriori 30 unità per attività investigative e 110 del reparto prevenzione e crimine per il controllo del territorio. Relativamente all'Arma dei carabinieri, il rafforzamento del dispositivo, già avviato dallo scorso mese di giugno, è stato ulteriormente potenziato, a seguito della sottoscrizione del terzo Patto per Roma, con l'impiego quotidiano di 200 unità dei battaglioni. Ad esse vanno ad aggiungersi ulteriori 65 militari delle compagnie d'intervento operativo per il controllo del territorio nelle periferie, per un totale di 265 unità di rinforzo al giorno.
È stata anche istituita una sezione del reparto crimini violenti del raggruppamento operativo speciale dei carabinieri dedicata, in via continuativa, alle investigazioni relative ai più gravi fatti di sangue e ai reati connessi verificatisi nella capitale. L'impiego delle risorse tiene conto della continua evoluzione delle dinamiche criminose, rimodulando le strategie in base alle esigenze. Al fine di aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini e degli operatori economici vengono programmati controlli serrati nelle aree ritenute più a rischio (San Basilio, Tor Bella Monaca, Primavalle, San Paolo, San Lorenzo). Il Patto per Roma sicura, firmato lo scorso 21 dicembre, assicura il perseguimento di tali obiettivi ai fini di un più capillare controllo del territorio, garantendo alla Capitale nuove risorse. È previsto, in particolare, l'incremento di personale della Polizia di Stato e dell'Arma dei carabinieri per complessive 400 unità. Il Patto consentirà la predisposizione della mappa del rischio, che costituirà lo strumento per individuare le diverse forme di degrado e criminalità, focalizzando le criticità sul territorio al fine di orientare le azioni delle forze di polizia anche attraverso una rimodulazione dell'organizzazione territoriale dei presidi fissi e mobili. È, infatti, previsto il potenziamento di alcuni presidi in zone periferiche, ad esempio Castelverde, Tor Bella Monaca e Infernetto, recuperando uomini e mezzi dalle zone centrali. Specie nelle aree metropolitane di grande conurbazione occorre coniugare le complesse esigenze di governance dei territori con quelle di flessibilità dei dispositivi di tutela della cittadinanza e di economicità dei servizi, in una congiuntura difficile che, anche attraverso l'attuazione del programma di spending review, impone il più esteso ricorso a meccanismi di sussidiarietà e di integrazione operativa.
Per quanto riguarda le risorse impiegate nei cosiddetti servizi di scorta, nella capitale le forze di polizia assicurano, complessivamente, 248 servizi di scorta, impiegando 815 operatori, dei quali 402 appartenenti alla Polizia di Stato, 239 all'Arma dei carabinieri, 82 alla Guardia di finanza e 92 alla Polizia penitenziaria. Pag. 54Per i medesimi servizi, peraltro, vengono utilizzati 179 veicoli blindati e 64 non blindati.
In materia è stato recentemente adottato il decreto del Ministro dell'interno del 23 novembre 2011 che ha aumentato il numero dei livelli di tutela per i quali l'autovettura e il conducente abilitato alla guida del veicolo devono essere messi a disposizione del destinatario della misura dall'amministrazione, ente o istituzione pubblica o privata di appartenenza.
Solamente in caso di comprovata impossibilità, accertata tramite verifica del prefetto e ratifica dell'Ucis (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale), l'autovettura e il conducente sono resi disponibili dalla forza di polizia che effettua il servizio. La periodica e sistematica verifica del grado di personale esposizione al rischio costituirà un'ulteriore garanzia dell'effettiva necessità dei servizi di scorta. In tal senso il Ministro dell'interno ha provveduto a sensibilizzare le autorità provinciali di pubblica sicurezza con apposita circolare del 30 dicembre ultimo scorso.
In relazione, infine, agli ulteriori quesiti concernenti l'opportunità di assumere iniziative finalizzate all'ampliamento della definizione di associazione mafiosa e gli strumenti di controllo fiscale si osserva che le disposizioni vigenti sembrano già fornire previsioni in materia. In particolare, il delitto di associazione di tipo mafioso, di cui all'articolo 416-bis del codice penale, è stato esteso anche alle organizzazioni straniere, in base alla legge n. 125 del 24 luglio 2008. Infatti, la fattispecie di associazione di tipo mafioso si applica indipendentemente dalla tipologia dei delitti commessi.
Infine, il piano straordinario contro le mafie (articolo 25 della legge n. 646 del 13 settembre 1982, e successive modifiche) consente di applicare le verifiche fiscali, economiche e patrimoniali ai condannati, anche non definitivi, per i delitti di riduzione in schiavitù e in materia di merci contraffatte.
In conclusione, onorevoli deputati, pur comprendendo le preoccupazioni prospettate dagli interpellanti, si rappresenta la massima attenzione del Governo e, in particolare, del Ministero dell'interno, alla sicurezza della città di Roma e il grande impegno e l'eccellente lavoro che le forze di polizia svolgono ogni giorno nella Capitale.
On. Mario Pepe. Signor Presidente, vorrei svolgere una breve replica. Signor sottosegretario, ringrazio la sua cortesia ma, in questo momento, fra i cittadini romani si sta diffondendo un sentimento di stanchezza oltre che di paura e anche i più laboriosi, i più intrepidi cominciano a cedere perché l'insicurezza che si respira a Roma non riguarda solo le persone e i loro beni ma anche l'esercizio delle attività professionali e delle attività produttive. Ci sono molti piccoli imprenditori che stanno restituendo, in questi giorni, le partite IVA proprio per questo clima di insicurezza che si respira a Roma. Pertanto, signor sottosegretario, mi aspetto da lei un provvedimento urgente; non è possibile presidiare il territorio con cinquanta volanti e adibirne trecento a delle scorte molte delle quali sono inutili, come risulta a me personalmente. Vi sono, infatti, dei quartieri di Roma, lei ha citato le famose torri, Tor Bella Monica, Torre Maura, e così via, dove le volanti della polizia non ci vanno quasi più; per cui secondo me un provvedimento che lei può fare urgentemente è quello di restituire ai poliziotti, ai carabinieri, alle forze dell'ordine e alla guardia di finanza, che sono stati distolti dalle loro funzioni e che aspettano ore e ore sotto le case dei personaggi che devono avere la protezione, il controllo del territorio. Signor sottosegretario, questo è un momento difficile, e nei momenti difficili bisogna saper utilizzare al meglio le risorse. Qualcuno ha detto che la libertà è la sicurezza, perché senza la sicurezza non ci sono gli elementi essenziali per l'esercizio della libertà. Per questo, signor sottosegretario, le chiedo di dare un segnale forte, immediato nella direzione che le ho indicato.






