
I costi della rappresentanza: risponde Di Paola (leggi tutto)
Durante la seduta dell'Aula della Camera del 10 gennaio u.s. il Ministro Di Paola ha risposta all'interrogazione dell'On. Turco in merito ai costi della rappresentanza militare.
Il Deputato radicale aveva chiesto al Ministro: "di rendere pubblici i costi sostenuti dal proprio dicastero per il funzionamento degli organismi della rappresentanza militare con particolare riferimento alle differenti sezioni dei Consigli Centrali (Cocer) e, di farsi carico della ormai unanime volontà del personale militare di dotarsi di strutture di rappresentanza sindacale uguali a quelle della Polizia di Stato, se non reputi di dover assumere iniziative normative per l'abrogazione dell'articolo 8 della legge 11 luglio 1978, n. 382 e la contestuale applicazione al personale militare delle norme in tema di rappresentanza sindacale di cui agli articoli 82 e ss. della legge 1° aprile 1981, n. 121, in modo tale da garantire il massimo rispetto di quei principi costituzionali e democratici ai quali ha sempre improntato la sua azione di Governo".
Il Ministro riguardo al primo quesito ha risposto che i delegati della Rappresentanza militare costano ai contribuenti 5.257.925 euro ogni anno e che le competenti autorità della Difesa hanno sensibilizzato il presidente del Cocer interforze affinché siano razionalizzate, al massimo possibile, le convocazioni della rappresentanza militare al fine di realizzare un risparmio nei costi di missione.
Riguardo al secondo quesito il MInistro ha tenuto a precisare che sulla specifica questione dell'abrogazione del citato articolo 8, quanto segue "... ritengo assolutamente condivisibile quanto enunciato dai giudici costituzionali e sono fermamente convinto che l'articolo 8 della legge costituisca uno strumento necessario per consentire alle Forze armate di operare con efficienza, specialmente nei contesti di teatro operativo in cui coesione e compattezza della compagine militare costituiscono un requisito indefettibile per la sicurezza collettiva e l'incolumità dell'operatore militare. Proprio attraverso l'articolo 8 il legislatore ha inteso salvaguardare le ragioni delle Forze armate e, al tempo stesso, dare concreta attuazione al precetto costituzionale secondo cui l'ordinamento militare s'informa allo spirito democratico della Repubblica. Alla luce di quanto esposto, non ritengo esistano i presupposti per porre in essere quelle iniziative richieste nell'atto e finalizzate "all'abrogazione dell'articolo 8 della legge n. 382".






