News prima pagina

Gen. Debertolis: problemi superati per F35 a Marina e Aeronautica (leggi tutto)

mercoledì 08 febbraio 2012

(Adnkronos) - "Problemi superati: i velivoli ci saranno, saranno impiegati dalla nostra Marina e l'Aeronautica avra' una certa una certa aliquota di F-35, in sostituzione dei Tornado e degli Amx, con il vantaggio che i velivoli saranno ora in comune con
quelli della Marina". E' quanto riferisce il segretario generale della Difesa e direttore nazionale per gli armamenti Claudio Debertolis, nel corso dell'audizione davanti alla commissione Difesa della Camera dei deputati.
 
      "I velivoli a decollo verticale - ricorda - sono gli unici aerei che possono essere impiegati dalla nostra Marina militare sulle navi in sostituzione degli attuali Av8. Per un certo periodo abbiamo temuto che fossero in pericolo, per problemi tecnici che hanno comportato un ritardo di due anni". Mentre "l'Eurofighter avra' una cessazione di produzione: cambia lo scenario e un rallentamento del programma comporterebbe un aumento dei costi".
 
      Quanto agli effetti sull'occupazione, le 10.000 unita' impegnate per il programma Joint Strike Fighter degli F-35 andranno a 'rilevare' le 11.000 unita' per l'Eurofighter. "Ma si parte da un minimo garantito, sperando che con la prosecuzione dell'attivita' si avra' un indotto superiore anziche' inferiore - spiega Debertolis - Diciamo che
ci sara' continuita' occupazionale fra Eurofighter e Joint Strike Fighter".
 
Per quanto riguarda i costi degli F-35 del programma Joint Strike Fighter, "i primi velivoli sono anche i piu' costosi, in proporzione, perche' nascono quando lo sviluppo non e' ancora completato - spiega Debertolis - Si parte con costi piu' elevati per poi arrivare a regime".
 
      I primi tre velivoli sono stati gia' ordinati e verranno acquisiti: "Saranno sicuramente di produzione italiana - assicura il segretario generale della Difesa - A maggio 2012 iniziera' la costruzione delle ali nel nuovo stabilimento, mentre a inizio 2013 si comincera' ad assemblare i tre velivoli italiani. Il numero dei velivoli da acquistare non e' invece un impegno da assumere subito, ma in base all'elaborazione da parte del ministro della Difesa del nuovo modello delle forze armate".
 
      In ogni caso, informa Debertolis, "anche se il numero finale dei velivoli fosse molto piu' basso dei 131 iniziali, comunque assicureremo sempre alla nostra industria il lavoro, cercando di avere a compensazione l'assemblaggio di altri Paesi. Stiamo ad esempio negoziando con la Lockheed l'impegno di Alenia per la costruzione delle ali: fa parte del nostro lavoro".

In risposta alle dichiarazioni del del Gen. Debortolis la Rete Disarmo ha diramato un comunicato stampa ribadendo che " Ancora una volta i fautori del programma JSF in Italia continuano a diffondere dati e considerazioni non corrispondenti alla realtà sulla situazione e i costi del programma. Le puntualizzazioni della campagna “Taglia le ali alle armi!” in seguito all'audizione odierna alla Camera del gen. DeBertolis".

CLICCA QUI PER LEGGERE IL COMUNICATO DELLA RETE DISARMO